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Lunedì 13 Febbraio 2012

La crisi finanziaria e il ruolo dell’Unione Europea

Antonio Tajani - Vice Presidente della Commissione europea

La Grecia deve restare nella zona euro perché essa rappresenta la frontiera dell'euro. Questo Paese deve comunque impegnarsi a soddisfare le richieste che gli vengono fatte dall'Unione. Il problema della crisi non si risolverà con le politiche di bilancio ma piuttosto con una politica di crescita che si potrà avere solo se si punta sull'economia reale. Infatti, negli anni passati, si è guardato troppo alla finanza e troppo poco all'impresa. Citando Rifkin e la Terza Rivoluzione industriale, é necessario sviluppare nuovi settori dell'industria e puntare sulla formazione dei giovani, sulla ricerca e su una strategia di sostegno alle PMI che sia più legata all'innovazione. Da una parte bisogna considerare la possibilità di utilizzare una parte dei fondi europei come garanzia al finanziamento, mentre dall'altra parte il Parlamento dovrebbe continuare con i lavori per una rapida implementazione di Basilea III, al fine di modificare il tasso di credito ponderato e poter erogare più prestiti alle imprese e alle famiglie. Queste sono le ricette della crescita. Inoltre, l'uscita dalla crisi dovrebbe basarsi su un doppio binario, ovvero il pareggio del bilancio accompagnato dalla crescita. Successivamente viene da lui sottolineata l'importanza delle azioni compiute dalla Commissione per contrastare la crisi, tra le quali:

  • l'esplorazione di nuovi mercati che stanno vedendo la nascita di relazioni commerciali con Brasile, Cina, Africa, Svezia, in modo da dare nuovi sbocchi alle imprese e favorire l'economia reale;
  • il forte sostegno al turismo come importante fonte di sviluppo economico;
  • il proseguimento del progetto Galileo con la preparazione di nuovi otto satelliti;
  • il duro atteggiamento della Commissione verso le agenzie di rating.

Tajani si dichiara ottimista sull'Europa, sulla quale, a suo avviso, bisogna avere uno sguardo strategico.

Ferdinando Nelli Feroci - Rappresentante permanente dell'Italia presso la UE

Alla domanda della giornalista Adriana Cerretelli: «Lei ambasciatore, che ha la possibilità di stare nel COREPER (Comitato dei rappresentanti permanenti - organo del Consiglio dell'Unione europea), ci può dire se si respira o no la volontà politica di salvare l'euro? O bisogna prepararsi veramente all'addio della Grecia?», Nelli Feroci risponde che la volontà di stabilizzare la zona dell'euro c'è, ma che ci sono molti limiti all'azione dei singoli governi. Facendo una carrellata delle misure prese per far fronte alla crisi (ad esempio quelle di marzo e aprile 2010, con le quali si istituì il primo sistema di prestiti alla Grecia, o l'EFSF, il Fondo Salva Stati) possiamo dire che, nonostante i limiti oggettivi che si presentano ai singoli governi, l'andamento degli spreads sembra dare prospettive positive. Rimangono solo due punti interrogativi:

  • la situazione in Grecia e la capacità del Paese di adottare le misure che gli vengono richieste;
  • il problema di stimolare la crescita in una situazione in cui non si possono spendere fondi pubblici.

Tuttavia, l'ambasciatore esprime il suo ottimismo, poiché ritiene che si possa già chiudere un primo capitolo della crisi grazie alle misure che si stanno attualmente adottando.

Adriana Cerretelli - giornalista de Il Sole 24 Ore

La crisi iniziata negli Usa e scoppiata poi in Europa con il tracollo della Grecia presenta tre errori di fondo nella sua gestione, che sono legati sostanzialmente all'azione del governo tedesco:

  • l'atteggiamento generale del governo tedesco, che pretende di controllare direttamente le politiche di spesa dei partner espropriandoli della sovranità sui propri bilanci nazionali senza concedere niente in cambio, né in termini di solidarietà finanziaria né di crescita economica;
  • il coinvolgimento del settore privato voluto dal governo tedesco;
  • l'atteggiamento punitivo nei confronti della Grecia.

On. Pittella - Vice Presidente del Parlamento europeo

A parere dell'Onorevole, mancano sia una vera strategia di contrasto alla crisi sia un definito ruolo della BCE, ai quali si aggiunge una inappropriata governance della crisi e una non necessità di imporre alla Grecia condizioni capestro.

La soluzione:

  • gli “Eurobonds” e i “Project Bonds”, per dare maggiori garanzie al project financing e per dare una spinta alla competitività e alla crescita;
  • una tassa sulle transazioni finanziarie;
  • la necessità di creare una agenzia di rating indipendente.

In merito a questo ultimo punto, l'Onorevole sostiene che sia necessario prevedere sanzioni per le agenzie di rating che esprimono in maniera azzardata il loro giudizio, poiché è infatti inaccettabile che quattro agenzie nel mondo decidano il destino di una intera comunità senza subire controlli e sanzioni. Da parte di queste agenzie, continua l’Onorevole, c'è stato un chiaro tentativo di indebolire l'euro, per impedire che potesse svolgere il ruolo di moneta di riserva del dollaro. E' necessario quindi riaggiornare la governance finanziaria mondiale, dato che il sistema attuale è ancora fermo ai tempi di Bretton Woods.

L'Onorevole afferma che l'Unione Europea, così come essa si presenta oggi, non è più un organo sufficiente a far fronte ai problemi attuali. Egli sostiene che è certamente possibile uscire dalla crisi, ma che la domanda è: "questa Europa possiede o no un’impalcatura sufficiente a sostenere il peso delle sfide attuali?". La risposta sta nella necessità di dover creare un'Europa politica, perché attualmente, secondo l’On. Pittella, l'Europa non è “né carne né pesce”, e non è in grado di dare le risposte che i suoi cittadini vorrebbero.

L'obiettivo da porsi a breve-medio termine è quello degli Stati Uniti d'Europa.

Concludendo, l'Onorevole ritiene che non bisogna contare sulla disponibilità dei fondi strutturali, poiché la maggior parte di questi sono già legati ad altri progetti. Pertanto, la disponibilità di fondi strutturali consta in soli 30 milioni di euro. Proprio per questo motivo, il Cancelliere Merkel e il Presidente Sarkozy sbagliano a proporre il piano di revisione di tali fondi.

Fabio Giannotti - Direttore generale della Banca Monte dei Paschi, sede del Belgio

L’intervento del Direttore sposta l'attenzione sull'industria europea, il cui futuro è fortemente legato al sistema bancario. Secondo il Direttore, le normative attuali sono quelle stabilite dal sistema anglosassone e non sono adatte al sistema bancario italiano. Quest’ultimo infatti è un sistema fondamentalmente sano, che non dovrebbe quindi essere sottoposto a imposizioni esterne, visto anche che il sistema di Basilea II non viene comunque rispettato dagli altri stati (come ad esempio gli USA).

Herbert Dorfmann – membro del Parlamentare europeo

Il 7 febbraio è la data dell'anniversario dell'euro. Vent’anni dal suo concepimento. Il parlamentare opera un breve paragone tra la moneta unica e un giovane ragazzo di 20 anni che affronta tutte le aspettative e le difficoltà che gli si presentano nella vita di tutti i giorni.

Secondo l'Onorevole, il problema centrale è legato ai tassi di interesse, che furono fissati a un livello troppo basso, e al fatto che non ci sia stata una reale conversione economica rispetto al passato. L'Onorevole, mentre sostiene il six-pack economico, non si presenta contrario agli “Eurobonds”, ma si domanda se questi possano essere strumenti efficaci per la risoluzione della crisi. Il maggior problema nella gestione della crisi è secondo lui rappresentato attualmente dalla triade Merkel, Sarkozy e Spagna, perché egli ritiene che le decisioni sulla crisi dovrebbero essere prese dalla Commissione europea nel suo complesso, e non da singoli Stati o governi.


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